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Storia

Storia della costituzione del Dipartimento di Chimica Industriale “Toso Montanari”
Edificio dell'ex Facoltà, ora Dipartimento, di Chimica Industriale

Il Dipartimento di Chimica Industriale "Toso Montanari" (CHIMIND) sorge sui primi pendii delle colline bolognesi, a pochi passi dal centro storico.

Esso nasce dalla fusione dei dipartimenti di Chimica fisica ed inorganica, di Chimica industriale e dei materiali e di Chimica organica, tutti appartenenti alla Facoltà di Chimica Industriale, nell'autunno del 2012.

La Facoltà di Chimica Industriale dell'Università degli Studi di Bologna fu inaugurata il 14 Gennaio 1922 con il nome di "Scuola Superiore di Chimica Industriale". Questa Scuola fu patrocinata da un comitato promotore costituitosi nel 1916, su proposta del Prof. Ing. Attilio Muggia, presidente della Società degli Ingegneri.

II patrimonio della Scuola era costituito dai beni provenienti dal lascito di Luciano Toso Montanari (Livorno 1848 - Barcellona 1920), ingegnere ed imprenditore industriale vissuto a Bologna.

L'esigenza di istituire la Scuola di Chimica Industriale fu fortemente sentita per emancipare l'Italia dalla condizione di forte dipendenza dall'estero, in fatto di prodotti industriali, nonché per favorire lo sviluppo di un'industria chimica italiana capace di sopperire al fabbisogno nazionale e competitiva in campo internazionale.

La situazione di inferiorità in cui versava l'industria chimica italiana, rispetto a quella straniera e in particolare a quella tedesca, si rese palese al momento dello scoppio della prima guerra mondiale, quando furono interrotte numerose importazioni relative a prodotti di vari tipi di industrie: vetrarie, farmaceutiche, dei coloranti, metallurgiche,dei cementi, dei concimi, della carta, agricole, enologiche, industrie esistenti anche in Italia, ma sviluppate in modo insufficiente rispetto alle loro potenzialità. Ci si augurava, pertanto, che dalla Scuola Superiore di Chimica Industriale uscisse una schiera di chimici esperti e in grado di svolgere attività pratica nelle industrie. Era sempre mancata infatti una stretta collaborazione tra scienza e industria.

Particolare importanza fu data all'attività di laboratorio e alla possibilità di mantenere contatti tra scuola e industrie, in modo che queste ultime godessero diun ricambio continuo di tecnici sempre più specializzati. Un particolare campo di ricerca, in diretta concorrenza con la Germania, fuquello relativo alla tecnica dei fermenti, della quale si istituì uno speciale insegnamento.

La scelta di Bologna come sede della Scuola Superiore di Chimica Industriale fu determinata dal fatto che la città si trovava al centro dell'Emilia, dove i bisogni di sviluppo scientifico applicato all'industria e all'agricoltura erano maggiori e il contesto accademico sembrava promettere buoni risultati.